23 marzo 2026, Rivolta d’Adda (CR). Il progetto alBIOrelle, sviluppato da Alfa Varese e Gruppo CAP in collaborazione con il Politecnico di Milano e l’Istituto Spallanzani, rappresenta un esempio di simbiosi industriale che unisce tecnologia, sostenibilità e tutela degli ecosistemi. L’iniziativa utilizza le acque reflue altamente depurate per allevare le alborelle, piccoli pesci autoctoni oggi a rischio a causa della riduzione del loro habitat naturale. L’obiettivo è contribuire al ripopolamento dei fiumi e dei laghi lombardi, trasformando le acque a valle degli impianti di depurazione in veri e propri laboratori di biodiversità.
Negli impianti di Sant’Antonino, gestito da Alfa, e Canegrate, gestito da CAP, sono state realizzate vasche di acquacoltura dove le alborelle crescono in acqua già depurata e disinfettata con sistemi tecnologici all’avanguardia. Queste condizioni permettono di monitorare lo sviluppo dei pesci in sicurezza e prepararli al rilascio nei corsi d’acqua, aumentando la popolazione ittica e promuovendo la conservazione degli ecosistemi acquatici. Le alborelle svolgono un ruolo fondamentale negli ecosistemi acquatici: fungono da base alimentare per molte specie di pesci predatori e uccelli acquatici, contribuiscono al controllo delle popolazioni di piccoli organismi e aiutano a mantenere l’equilibrio ecologico di fiumi e laghi. La loro presenza indica anche acque di buona qualità, rendendole un indicatore naturale della salute degli ambienti acquatici.
Un ruolo cruciale è svolto dal Gruppo Acquacoltura dell’Istituto Spallanzani, che collabora attivamente al progetto individuando le criticità e ottimizzando le condizioni per la crescita e la riproduzione delle alborelle, contribuendo così a migliorare le possibilità di successo dell’iniziativa e a fornire dati scientifici utili per futuri sviluppi.
Il progetto rappresenta uno studio pilota volto a individuare quali specie ittiche possano essere allevate e riprodotte in acque depurate, aprendo la strada a nuovi approcci di economia circolare e risparmio idrico. L’idea è sviluppare soluzioni sostenibili che possano essere replicate su larga scala, integrando l’allevamento ittico con il trattamento delle acque reflue e ottimizzando l’uso delle risorse idriche disponibili.
L’iniziativa ha ricevuto importanti riconoscimenti a livello nazionale: alBIOrelle si è aggiudicato il Premio “Verso un’economia circolare” 2024 nella categoria “Mondo dell’impresa”, promosso da Fondazione Cogeme ETS e Kyoto Club, per il suo contributo all’innovazione sostenibile e alla valorizzazione delle risorse idriche. Il progetto è stato inoltre presentato all’ultima edizione di Acquafarm, rafforzando la sua visibilità e il ruolo come modello replicabile in altri territori.
Nel contesto oggetto di studio e sviluppo nel progetto alBIOrelle, gli impianti di depurazione possono diventare strumenti concreti per la salvaguardia della fauna ittica, dimostrando che innovazione tecnologica, gestione efficiente delle risorse e monitoraggio scientifico possono favorire un’economia circolare efficace e la tutela della biodiversità.