05 maggio 2026, Rivolta d’Adda (CR). La crioconservazione in azoto liquido rappresenta una tecnologia di grande interesse per preservare a lungo termine le risorse genetiche animali. Portando i gameti a temperature prossime ai −196 °C, è possibile infatti sospendere quasi completamente l’attività metabolica, mantenendo intatte le funzioni biologiche. In ambito zootecnico, la crioconservazione assume un ruolo fondamentale nella tutela delle razze autoctone e delle specie in via di estinzione, fornendo strumenti per costituire vere e proprie banche del germoplasma per il mantenimento di cellule germinali ed embrioni.
Le origini delle teorie sulla crioconservazione risalgono al XIX secolo, ma un progresso determinante avvenne nel 1949, quando Polge, Smith e Parkes dimostrarono che gli spermatozoi di gallo potevano sopravvivere al processo di congelamento e scongelamento mantenendo la loro funzionalità, grazie all’uso di extender contenenti glicerolo. In seguito, questa tecnica venne perfezionata, favorendo l’ampia diffusione della fecondazione artificiale negli allevamenti. L’adozione di nuovi crioprotettori e il supporto di strumenti tecnologici avanzati permisero inoltre di estendere la pratica ad altri tipi di cellule, come embrioni, ovociti e cellule staminali. Oggi la crioconservazione in ambito zootecnico si configura come uno strumento strategico essenziale per la gestione, il miglioramento e la salvaguardia delle risorse genetiche animali. Consente di preservare razze a rischio di estinzione, mantenere la biodiversità e ottimizzare la selezione genetica attraverso l’uso di materiale riproduttivo nel corso del tempo. Inoltre, rappresenta una preziosa risorsa per il futuro, offrendo soluzioni in caso di malattie, cambiamenti climatici o perdite di animali. In sintesi, costituisce un pilastro fondamentale per una zootecnia moderna e sostenibile.
L’Istituto Spallanzani ha sviluppato negli anni competenze specialistiche in questo campo. Il laboratorio di criobiologia ha infatti validato protocolli per diverse specie animali e microalghe. L’Istituto gestisce banche del germoplasma per cani, conigli, suini e pesci dimostrando un impegno concreto nella salvaguardia della biodiversità animale e nel trasferimento di tecnologie avanzate per la riproduzione e il miglioramento genetico. Nell’ambito del recente progetto CRIOGERM i settori di Seminologia e di Embriologia hanno creato una criobanca dedicata alle capre autoctone lombarde, un modello concreto di tutela della biodiversità.
Particolarmente significative sono inoltre le applicazioni nella conservazione di specie ittiche, come trota marmorata, storioni, branzini e orate, e di ceppi di microalghe utili sia per l’acquacoltura sia per produzioni bioattive a scopo nutraceutico, farmaceutico e cosmetico.
Il successo della crioconservazione dipende in larga misura dai protocolli adottati, che devono essere studiati e validati in base al tipo di cellula e alla specie di interesse.
Il processo comprende la diluizione del campione in appositi extender contenenti crioprotettori, sostanze essenziali per proteggere le cellule dai danni causati dal congelamento, riducendo la formazione di cristalli di ghiaccio. La successiva fase di abbassamento della temperatura segue curve di congelamento specifiche adattate a ciascun tipo di cellula, gestite tramite camere di congelamento automatiche. Lo scongelamento, a sua volta, è una fase cruciale che deve essere eseguita in modo uniforme per evitare danni da ricristallizzazione. Grazie a protocolli perfezionati, l’Istituto Spallanzani ha raggiunto alti tassi di sopravvivenza e mantenimento della funzionalità per spermatozoi, ovociti ed embrioni dopo lo scongelamento.
La crioconservazione sarà sempre più strategica per la gestione sostenibile degli allevamenti e la tutela delle specie autoctone. Le banche del germoplasma permetteranno di salvaguardare specie minori, preservando caratteri di rusticità, resistenza a malattie e adattabilità ambientale, fondamentali per affrontare stress climatici e patologie emergenti. In questo contesto, l’Istituto Spallanzani conferma il suo ruolo di riferimento nazionale per la conservazione del germoplasma, grazie alla ricerca, allo sviluppo di protocolli innovativi e alla gestione di criobanche per razze a limitata consistenza o a rischio di estinzione.