02 aprile 2026, Rivolta d’Adda (CR). L’Istituto  Spallanzani svolge un ruolo strategico nel processo di transizione digitale del settore zootecnico, promuovendo l’adozione consapevole delle tecnologie riconducibili alla Precision Livestock Farming (PLF). Il tema è approfondito nell’articolo, recentemente pubblicato sull’Informatore Zootecnico, “Dati e sensori: indispensabile la formazione dell’ allevatore “.
Gli autori, Andrea Galli, Direttore Scientifico dell’Istituto Spallanzani e Valeria Bornaghi, Responsabile del Laboratorio di Seminologia e Criobiologia descrivono la transizione verso la PLF e il ruolo essenziale svolto dalla formazione. Infatti, questa evoluzione, non si configura esclusivamente come un cambiamento tecnologico, bensì come una trasformazione sistemica che coinvolge aspetti culturali, organizzativi e professionali dell’attività di allevamento.
L’introduzione di sistemi sensoristici avanzati, piattaforme di gestione dati e soluzioni basate su intelligenza artificiale consente oggi il monitoraggio continuo e individuale degli animali, generando un flusso informativo ad alta frequenza relativo a parametri fisiologici, comportamentali e produttivi. In questo contesto, la figura dell’allevatore evolve da operatore esecutivo a soggetto decisionale basato sull’analisi dei dati, richiedendo competenze trasversali che integrano conoscenze zootecniche, informatiche e gestionali.
Formazione e trasferimento tecnologico
Elemento cardine dell’azione dello Spallanzani è rappresentato dalla formazione continua degli operatori del settore. L’Istituto promuove percorsi strutturati finalizzati allo sviluppo di competenze che spaziano dall’interpretazione dei dati provenienti dai sistemi di zootecnia di precisione all’utilizzo di software gestionali integrati, includendo anche la capacità di gestire e mantenere correttamente la sensoristica installata in azienda. A ciò si affianca la necessità di un costante aggiornamento rispetto al quadro normativo, in particolare per quanto concerne gli obblighi in materia di sanità animale e biosicurezza.
Accanto alla formazione teorica, particolare rilievo è attribuito alle attività dimostrative e ai laboratori in campo, strumenti fondamentali per favorire il trasferimento tecnologico e l’adozione concreta delle innovazioni. Queste iniziative consentono agli allevatori di confrontarsi direttamente con applicazioni operative, riducendo le barriere legate alla complessità percepita delle tecnologie e facilitando un apprendimento basato sull’esperienza.
Integrazione dei dati e supporto decisionale
Uno degli aspetti più rilevanti nell’implementazione della PLF riguarda la gestione e l’integrazione dei dati provenienti da fonti eterogenee. In tale ambito, l’Istituto Spallanzani è impegnato nello sviluppo e nella diffusione di approcci interoperabili, volti a superare la frammentazione dei sistemi e a favorire una lettura unitaria delle informazioni aziendali.
L’impiego di modelli predittivi basati su algoritmi di intelligenza artificiale consente di trasformare i dati grezzi in indicatori utili al supporto decisionale. Questo approccio trova applicazione nella diagnosi precoce delle patologie, come mastiti o zoppie, nell’ottimizzazione della gestione riproduttiva, nel miglioramento dell’efficienza alimentare e nell’incremento della longevità produttiva degli animali, contribuendo in modo significativo alla sostenibilità complessiva dell’allevamento.
Progetti di innovazione e sviluppo
L’attività dell’Istituto si concretizza in una pluralità di progetti finanziati a livello regionale e nazionale, orientati alla diffusione dell’innovazione nel comparto zootecnico. Tra questi, il progetto New4Rep si concentra sul miglioramento della gestione riproduttiva negli allevamenti bovini e suini attraverso l’impiego di tecnologie avanzate, mentre Bioalert è dedicato al rafforzamento delle pratiche di biosicurezza e al monitoraggio del benessere animale. Autoprecisa si pone l’obiettivo di supportare i processi di digitalizzazione aziendale, con particolare attenzione alla sostenibilità economica e ambientale, mentre Zodis promuove un approccio integrato alla gestione dei dati relativi a salute, fertilità e impatto ambientale. Infine, il progetto Adma.Io.Ra nel quale l’Istituto collabora con il CREA- ZA di Lodi, è orientato all’ottimizzazione delle performance riproduttive e alla riduzione dell’impiego di pratiche invasive.
Tali progettualità si caratterizzano per un approccio multidisciplinare e per il coinvolgimento diretto degli allevatori, configurandosi come strumenti operativi di trasferimento dell’innovazione e di accompagnamento al cambiamento.
Criticità e prospettive
Nonostante i progressi registrati, permangono alcune criticità strutturali, tra cui la limitata interoperabilità tra sistemi, l’elevata età media degli operatori e le carenze infrastrutturali in termini di connettività nelle aree rurali. In questo contesto, risulta fondamentale un’azione coordinata che integri formazione, supporto tecnico e sviluppo infrastrutturale, al fine di garantire una diffusione efficace e omogenea delle tecnologie.
L’Istituto Spallanzani si configura come un attore chiave nel processo di modernizzazione della zootecnia italiana, favorendo un modello produttivo basato su dati oggettivi, sostenibilità e benessere animale. La diffusione della zootecnia di precisione non rappresenta soltanto un’opportunità tecnologica, ma un percorso evolutivo che richiede competenze, consapevolezza e capacità di integrazione tra innovazione e tradizione.
In tale prospettiva, il rafforzamento delle attività di formazione e trasferimento tecnologico risulta determinante per garantire una transizione efficace e inclusiva verso la “stalla del futuro”.

L’articolo completo “Dati e sensori: indispensabile la formazione dell’ allevatore” è pubblicato sull’Informatore Zootecnico del 20 marzo 2026.