22 maggio 2026, Rivolta d’Adda (CR) – Uno studio internazionale approfondisce gli effetti dell’integrazione alimentare con microalghe su storione siberiano e orata. Le microalghe presentano infatti interessanti applicazioni in acquacoltura, non solo come alimento naturale nei primi stadi di vita dei pesci, ma anche come potenziale ingrediente funzionale in altre fasi fisiologiche.
Tuttavia, l’introduzione di nuovi alimenti nella composizione mangimistica degli allevamenti ittici richiede approfondimenti; è fondamentale valutare l’equilibrio nutrizionale, gli effetti sulla fisiologia delle specie alimentate e le performance di crescita.
Un modello sperimentale utile a questo scopo è stato descritto nello studio “The effects of microalgal feed supplementation on growth and digestive function of Acipenser baerii and Sparus aurata”, che ha coinvolto l’Università di Malaga, l’Università di Almeria, il settore Acquacoltura dell’Istituto Spallanzani e LifeBioEncapsulation S.L. del parco scientifico di Almeria.
La ricerca ha valutato l’impiego di microalghe prodotte in modo sostenibile come fonte proteico-lipidica nei mangimi destinati allo storione siberiano (Acipenser baerii) e all’orata (Sparus aurata). Sono state testate biomasse di Microchloropsis gaditana, coltivate su mezzo sintetico o su reflui zootecnici, in forma grezza o idrolizzata.
L’integrazione è stata analizzata in termini di tassi di accrescimento, attività enzimatica digestiva e morfologia intestinale. Le orate alimentate con diete contenenti M. gaditana al 5% e al 10% hanno mostrato un incremento significativo del peso corporeo, fatta eccezione per il gruppo alimentato con microalghe idrolizzate cresciute su medium sintetico. Nei giovani storioni, l’inclusione del 10% non ha determinato miglioramenti significativi nella crescita. Tuttavia, il risultato rappresenta una base promettente per studi futuri, considerando che, in questo caso, la farina di microalghe ha sostituito quella di pesce.
Le differenze osservate indicano che l’orata è in grado di utilizzare più efficacemente i nutrienti algali, verosimilmente grazie a una fisiologia digestiva più adattabile e una maggiore specializzazione intestinale. L’integrazione ha determinato una modulazione specie-specifica dell’attività enzimatica, con una riduzione negli storioni e un potenziamento nelle orate.
Dal punto di vista istologico, lo storione ha mostrato una riduzione della superficie assorbente intestinale, mentre nell’orata si è osservato un aumento del diametro delle pliche, dell’altezza degli enterociti e della lunghezza dei microvilli. Le microalghe non idrolizzate potrebbero aver esercitato un effetto probiotico, stimolando positivamente il microbiota intestinale, in particolare nelle orate. Negli storioni, invece, la durata relativamente breve della prova potrebbe non aver permesso di osservare effetti comparabili.
In conclusione, M. gaditana si conferma un ingrediente funzionale promettente per l’orata, con effetti positivi sulla crescita e sulla salute intestinale. Per lo storione, un’inclusione al 10% potrebbe essere eccessiva, suggerendo la necessità di testare livelli inferiori. Allo stesso modo, per l’orata, inclusioni più basse potrebbero mantenere i benefici riscontrati, riducendo i costi. Un’accurata formulazione specie-specifica dei mangimi sarà fondamentale per integrare le microalghe in maniera sostenibile ed efficace negli allevamenti di acquacoltura.
La ricerca è stata finanziata dal Progetto SABANA, Sustainable integrated algae biorefinery for the production of bioactive compounds for agriculture and aquaculture. Progetto europeo H2020: Research and Innovation program, Grant Agreement No. 72787.