Progetti in corso

Titolo: Il Polo Microalghe – Le Microalghe per il trattamento e la valorizzazione di reflui e sottoprodotti agro-zootecnici e caseari

Progetto Cariplo (Intervento Emblematico Maggiore per la Provincia di Cremona
Capofila: Istituto Sperimentale Italiano Lazzaro Spallanzani
Partner: Politecnico di Milano, Polo Territoriale di Cremona, Università degli Studi di Milano Bicocca (DISAT), Centro di Ricerca per le Produzioni Foraggere e Lattiero Casearie, Provincia di Cremona, Ente Regionale per i Servizi all’ Agricoltura e alle Foreste (ERSAF)

Data inizio: 1 settembre 2016
Data scadenza: 30 settembre 2019
Responsabile: Katia Parati

Sintesi
La proposta progettuale origina dall’aver identificato nella provincia di Cremona il contesto ideale per tecnologie e dei processi basati sull’impiego delle microalghe. Cremona è infatti una Provincia prettamente agricola, considerata per oltre la metà del proprio territorio “zona vulnerabile” secondo la “Direttiva Nitrati” (676/91/CE). I nitrati provenienti da fonti agricole sono una delle cause d’inquinamento delle acque e possono comprometterne l’uso potabile. Il lattiero-caseario è uno dei settori industriali più rilevanti in provincia, di cui è anche leader regionale nell’export. Lo sviluppo di vie di valorizzazione dei sottoprodotti alimentari che non trovano attualmente impieghi consolidati, se non il declassamento a rifiuto con conseguente spesa di smaltimento, rappresenta pertanto un’opportunità per il territorio cremonese. Le tecnologie microalgali sono qui proposte sia come risposta ad esigenze specifiche del territorio sia come opportunità per lo sviluppo di innovativi ed interessanti mercati nel settore della bioeconomia. Questo progetto si propone la realizzazione di un centro di sperimentazione, lo sviluppo di tecnologie innovative e di progetti imprenditoriali finalizzati alla mitigazione dell’impatto dei reflui e sottoprodotti di origine zootecnica e agro-alimentare e alla trasformazione di questi in nuovi prodotti da valorizzare in differenti settori già consolidati sul territorio, quali il cosmetico, mangimistico, energetico e agricolo.

 

 

Acronimo: MICROFLOWER

Titolo: “Characterization of high-biological-value microalgae and model-based optimization of growth to upgrade the floristic facilities”
Progetto Cariplo (Bando con scadenza: “Ricerca integrata sulle biotecnologie industriali”)

Capofila: Istituto Sperimentale Italiano Lazzaro Spallanzani
Partner: Università degli Studi di Pavia
Responsabile: Dr.ssa Katia Parati

Data inizio: 01/03/2015
Data fine: 01/03/2017

Sintesi
Gli studi esistenti relativi al complesso mondo delle microalghe e ai loro derivati indicano che questi microrganismi sono potenzialmente in grado di rivoluzionare un gran numero di settori biotecnologi tra i quali quello farmaceutico, nutrizionale e nutraceutico, cosmetico, bioenergetico e dell’acquacoltura. Questi microrganismi hanno già caratterizzato una vasta gamma di applicazioni, ma ci sono numerose potenzialità ancora da esplorare. A tal fine è attiva una importante attività internazionale di ricerca e sviluppo, anche per garantirne una produzione economicamente sostenibile. L’Italia, pur in crisi economica e finanziaria, accusa una mancanza di investimenti nel settore, a discapito del futuro delle proprie piccole e medie imprese. E’ pertanto prioritario sviluppare un’attività di ricerca applicata nel settore, con il supporto del settore secondario. L’ idea progettuale si basa sullo sviluppo innovativo di un sistema biotecnologico basato sul processo produttivo del fitoplancton. I risultati che si otterranno da questa ricerca saranno: – l’individuazione di ceppi algali finalizzati all’estrazione di molecole bioattive di interesse per i settori cosmetico, farmacologico e nutraceutico; – sviluppo di un processo di coltivazione sperimentale strutturato all’interno di aziende specifiche ai fini della loro riqualificazione. Il sistema innovativo messo a punto in questa ricerca risulterà pertanto un modello sperimentale ecosostenibile trasferibile presso le aziende legate al settore specifico.

 

 

 

Acronimo: MICROGATE

Titolo: “Use of microalgae to mitigate nitrogen pollution from agricultural wastewaters”
Progetto Cariplo (Bando con scadenza: “Ricerca sull’inquinamento dell’acqua e per una corretta gestione della risorsa idrica”)

Capofila: Politecnico di Milano
Partner: Istituto Sperimentale Italiano Lazzaro Spallanzani
Responsabile: Katia Parati

Data inizio: 01/03/2015
Data fine: 01/03/2017

Sintesi
Il presente progetto mira alla verifica della fattibilità dell’utilizzo delle microalghe per rimuovere l’azoto ammoniacale dalle acque di rifiuto di origine agro-zootecnica come soluzione tecnicamente semplice al problema dell’inquinamento da nitrati delle acque superficiali e sotterranee. Lo studio si focalizza su reflui provenienti da impianti di biogas sui quali saranno ottimizzati metodi separativi solido/liquido per ottenere frazioni adeguatamente chiarificate e idonee al passaggio di luce. Su tali reflui verranno coltivati in laboratorio inoculi microalgali e la comunità fitoplanctonica e microbiologica verrà caratterizzata dal punto di vista biologico, per velocità di crescita e stato metabolico. Verrà quindi stimata la resa depurativa relativa ai nutrienti. Infine, sulla base dei dati sperimentali, i ceppi più idonei al trattamento verranno posti in coltura in una vasca prototipale all’aperto valutando la resa di processo e la produzione di biomassa algale.   Per approfondimenti sul Progetto MICROGATE.

 

 

Acronimo: PROLIFIC

Titolo: Pluridisciplinary study for a RObust and sustainabLe Improvement of Fertility In Cows
Partner: Jöelle Dupont, Coordinatore INSTITUT NATIONAL DE LA RECHERCHE AGRONOMIQUE (INRA) France; AARHUS UNIVERSITET (AU) Denmark CONFEDERACION DE ASOCIACIONES DE FRISONA ESPANOLA (CONAFE) Spain
INRA TRANSFERT S.A. IT France TEAGASC – AGRICULTURE AND FOOD DEVELOPMENT AUTHORITY (TEAGASC ) Ireland LATTEC IS (Lattec) Denmark
SERVICIO REGIONAL DE INVESTIGACION Y DESARROLLO AGROALIMENTARIO DEL PRINCIPADO DE ASTURIAS (SERIDA) Spain TECHNOLOGIES SRL (ST) Italy STICHTING DIENST LANDBOUWKUNDIG ONDERZOEK (DLO) Netherlands SKANESEMIN EK FOR (SM) Sweden SVERIGES LANTBRUKSUNIVERSITET (SLU) Sweden THE SCOTTISH AGRICULTURAL COLLEGE (SAC ) United Kingdom UNION NATIONALE DES COOPERATIVES AGRICOLES D’ELEVAGE ET D’INSEMINATION ANIMALE (UNCEIA) France

Responsabile: Paola Roncada

Data inizio: 01-02-2013
Data fine: 31-1-2017 (48 mesi)
Sito web: www.euprolific.eu

Sintesi
Il progetto Prolific è un progetto europeo-del settimo programma quadro, azione KBBE.La selezione genetica intensiva nelle vacche da latte ha portato ad una produzione molto elevata di latte ma problematiche legate alla fertilità. La sostenibilità del sistema allevatoriale delle vacche da latte deve essere in grado di manatenere gli standard di performance riproduttiva e produttiva anche se con vincoli imposti dalle condizioni ambientali e le pratiche di allevamento. Lo scopo strategico di questo progetto è di trovare nuovi modelli e nuovi strumenti per la gestione aziendale dell’allevamento in grado di migliorare la fertilità delle vacche da latte. Questo obbiettivo sarà raggiunto attraverso un approccio multisciplinare che consenta di avere soluzioni innovative per un miglioramento robusto e soprattutto sostenibilie della fertilità delle vacche da latte, anche in relazione a schemi di alimentazione differenti. Il progetto è strutturato in quattro workpackages di Ricerca e SVILUPPO oltre a workpackages di dimostrazione, e management e dissemination.
TechnologieS è coinvolta principalmente nel WP 2 , che si occupa di identificare geni e percorsi coinvolti nell’adattamento della funzione riproduttiva in differenti condizioni ambientali, soprattutto rivolti alla riduzione dell’alimentazione in vista di un allevamento più sostenibile. In particolare il laboratorio di proteomica è impiegato nella ricerca e sviluppo di marcatori proteomici in differenti sistemi cellulari e tessutali, in sinergia con l’integrazione dei dati omici, (metabolomici e genomici) provenienti dagli altri partner coinvolti.

 

 

Acronimo: ImPARAS
Titolo: Improving Allergy Risk Assessment Strategy for New Food Proteins
Partner: Kitty Verhoeckx- TNO- Olanda (coordinatore) Austria, Belgio, Croazia, Romania, Grecia, Cipro, Gran Bretagna, Germania, Svezia, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Ungheria, Italia, Irlanda, Israele, Lussemburgo, Malta, Norvegia,
Polonia,Portogallo,Serbia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia

Responsabile: Paola Roncada (nominata dal MIUR)

Data inizio: 08/12/2014
Data fine: 08/12/2018 (48 mesi)
Sito web: www.imparas.eu

Sintesi
Il progetto IMPARAS fa parte del progetto europeo COST- Cooperation in Science and Technology, nel dominio FA- Food and Agricolture, FA 1402.
A casua della continua crescita della popolazione mondiale dai 7 miliardi di oggi ai 9 miliardi previsti nel 2050, dovremo affrontare una riduzione della disponibilità di sorgenti proteiche per consumo umano del futuro prossimo, Per questa ragione, l’azione europea Horizon 2020 ha incluso la direttiva: ” bioeconomia europea sostenibile: colmare il divario tra le nuove tecnologie e il loro miglioramento’ all’interno del proprio programma di ricerca. La valutazione della sicurezza alimentare è un importante requisito prima che un nuovo cibo venga introdotto sul mercato, Questa valutazione include l’analisi del pericolo microbiologico e tossicologico così come il rischio di allergie alimentari. Da un punto di vista industriale, è necessario avere:
1) strumenti di screening per la allergenicità di nuove o modificate proteine alimentari; 2) la valutazione veloce del rischio durante lo sviluppo di un nuovo prodotto e 3) una strategia migliorativa di valutazione del rischio accettata dagli organismi regolatori. Questa nuova rete scientifica e multidisciplinare migliorerà strategie per predire l’allergenicità di proteine nuove o modificate che non sono state precedentemente identificate. Questo permetterà il trasferimento di progressi scientifici alle industrie alimentari europee e cambierà l’opinione pubblica al riguardo della sicurezza di nuovi cibi sostenibili, come ad esempio gli insetti.

 

 

Acronimo: Bruc MED NET
Titolo: Improvement of epidemiological and serological tools for diagnosis and control of Brucellosis in the Mediterranean region
Partner: Istituto Zooprofilattico Sperimentaledell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale”Manuela Tittarelli Italy (coordinatore)Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia Italy Hellenic Agricultural Organization DIMITRA,Veterinary Research Institute of ThessalonikiGreece, National Institute for Agrarian and VeterinarianResearch, Portugal
Institut de la recherche Veterinaire de Tunisie, Tunisia Istituto Sperimentale Italiano L. Spallanzani, ItalyFaculty of Veterinary Medicine, Benha University,Egypt.

Responsabile: Paola Roncada

Data inizio: da definire, 2016
Data fine: entro il 2018 (36 mesi)
Sito web: http://www.arimnet2.net/

Sintesi
Il progetto Bruc MED NET fa parte della rete ERA-NET ARIMNet2 Transnational Joint Call. Il progetto BrucMedNet in accordo con l’obiettivo A3 del bando ARIMNet2 “Lo sviluppo di una produzione sostenibile nel contesto di aumentando ecologiche e climatiche sollecitazioni – le sfide del Mediterraneo comuni in salute animale e vegetale “, si concentra sul miglioramento della salute animale per un migliore prevenzione delle malattie negli esseri umani. Questo obiettivo generale sarà ottenuto attraverso una serie di attività volte a migliorare la diagnosi, il controllo, l’eradicazione della brucellosi con azioni di sanità pubblica per monitorare la diffusione del contagio e migliorare la consapevolezza sulla dell’importanza della malattia.
Gli obiettivi specifici del progetto sono:
1) Sviluppare e perfezionare pannelli MLVA per B. melitensis e B. abortus
2) Sviluppare un server web per i dati Brucella VNTR;
3) Caratterizzare il proteoma superficiale e sub-superficiale di B. melitensis ed epitopi immunoreattivi
4) Sviluppare nuovi strumenti diagnostici sierologici per la strategia DIVA, per migliorare il controllo della brucellosi
Il progetto avrà una durata complessiva di 3 anni. Al fine di raggiungere gli obiettivi sopra menzionati, BrucMedNet è diviso in 4 work packages (WP). L’istituto Spallanzani è coordinatore del WP2, Proteome characterisation of Brucella and identification of immunoreactive proteins.

 

 

 

Acronimo: WEL4DOP

Titolo: Individuazione di marcatori molecolari per un sistema integrato e sostenibile di allevamento bovino basato sul benessere a supporto delle produzioni DOP.
Partner: Istituto Sperimentale Italiano Lazzaro Spallanzani (ISILS); Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi economica agricola-Centro di ricerca per le produzioni foraggere e lattiero-casearie, CREA_FLC; Centro di Ricerca per la produzione delle carni e il miglioramento genetico del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi economica agricola, CREA-PCM;

Coordinatore: Andrea Galli
Responsabile: Graziella Bongioni
Referente interno: Caterina Cambuli

Data di inizio: 20/03/2015 (decreto)
Data di fine: 31/12/2017

Sintesi

Il progetto s’inserisce in quanto previsto per il Piano strategico per l’innovazione e la ricerca nel settore agricolo alimentare e forestale per gli anni 2014 – 2020, nell’area d’intervento sull’aumento sostenibile della produttività, della redditività e dell’efficienza delle risorse negli agroecosistemi. Gli argomenti affrontati nel progetto rientrano inoltre nell’ambito dell’approfondimento dei temi del’EXPO 2015 “Nutrire il Pianeta Energia per la Vita” che ha posto la riflessione in modo interdisciplinare su tutto il sistema agroalimentare, agricolo e ambientale, con lo scopo di arrivare ad una “nuova visione di sistema” incentivante l’equilibrio tra le esigenze di sostentamento dell’uomo e quelle del pianeta. La proposta si sviluppa in quattro workpakages:
WP1 – Coordinamento.
WP2 – Individuazione di marcatori molecolari caratterizzanti l’efficienza metabolica e lo stato immunitario.
WP3 – Individuazione di marcatori biologici e molecolari caratterizzanti il benessere e la longevità.
WP4 – Diffusione e valorizzazione dei risultati.

Per maggiori dettagli

 

 

Titolo: Progetto regionale per la creazione di nuclei di selezione genetica per la resistenza alla Scrapie.
Partner: UO Veterinaria della DG Salute- Regione Lombardia(coordinatore);Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna (IZSLER); Istituto Sperimentale Italiano Lazzaro Spallanzani, Milano (subcontractor)

Responsabile: Graziella Bongioni
Referente interno: Caterina Cambuli

Data inizio: 03/11/2014
Data fine: 02/11/2016

Sintesi
Il progetto ha lo scopo di supportare il lavoro di selezione per la resistenza genetica alla Scrapie del patrimonio ovino Lombardo. Al fine di tutelare il patrimonio ovino e consentire il ripopolamento degli allevamenti sede di focolaio è necessario aumentare il livello di resistenza delle greggi di razze di interesse locale, incrementando la frequenza dell’allele ARR e riducendo progressivamente la frequenza dell’allele ARQ, attraverso l’incentivazione all’adesione al piano di selezione. 
La selezione per la resistenza alla Scrapie deve essere effettuata prendendo in considerazione anche aspetti relativi all’imbreeding degli allevamenti. L’Istituto Spallanzani si occuperà di effettuare uno studio sulla variabilità genetica delle razze ovine coinvolte nel Progetto al fine di evitare problematiche associate alla consanguineità nell’allevamento ovino.
Lo studio prevede la messa a punto di un Chip di SNPs specifico per gli studi di variabilità genetica presso la piattaforma genetica del Laboratorio di Biologia Molecolare dell’Istituto.
L’attività del progetto prevede inoltre un ampio screening sui genotipi del gene della Proteina Prionica effettuata dall’ IZSLER che comprende tutti i capi presenti negli allevamenti aderenti.
Il progetto consentirà di avere le basi per la creazione di “nuclei di selezione virtuali” al fine di migliorare la disponibilità di capi geneticamente resistenti alle encefalopatie spongiformi trasmissibili.

 

 

Acronimo: PerCaso
Titolo: Prevention of diseases through Evaluation of the genetic Resistence in CAttle, Sows and Ovin.
Partner: Convenzione IZSLER-IS

Responsabile: Graziella Bongioni
Referente interno: Caterina Cambuli

Data di inizio: 01/06/2014
Data di fine: 31/05/2017

Sintesi

Il Progetto crea le basi per un ampia ricerca focalizzata sullo studio della resistenza genetica alla Neospora caninum, un importante causa di aborti infettivi nei bovini. Le ricerche sulla resistenza alle malattie sono complesse, ma, attualmente, trovano supporto nelle recenti tecnologie (Nex-Generation sequencing, Chip di SNPs ad alta densità) che consentono di accrescere il numero di informazioni sul genoma utilizzabili per studi associativi. L’agente eziologico è un protozoo parassita intracellulare obbligato che infetta ruminanti (quali ospiti intermedi) e canidi (quali ospiti definitivi). A livello globale, le perdite medie dovute ad aborti indotti da N. caninum sono state stimate in 1.298,3 milioni di dollari, circa due terzi delle perdite sono sostenute dalla filiera lattiero casearia. Oltre ai danni economici dovuti all’aborto si aggiungono le perdite per un intervallo di interparto prolungato, la riforma anticipata degli animali e la diminuzione della produzione di latte. Il Progetto prevede un’indagine epidemiologica effettuata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna al fine di verificare lo stato attuale della diffusione del parassita. L’Istituto Spallanzani si occuperà di creare una Biobanca di campioni biologici, con specifiche caratteristiche fenotipiche associate alla patogenesi, che consentirà, in future ricerche, di individuare degli aplotipi associati ad una minore suscettibilità alla malattia.

 

Titolo: Cosmesi Kilometro zero

Capofila: Technologies
Partner: Istituto Spallanzani; Azienda vitivinicola biologica Barone Pizzini.
Data di inizio: 31/07/2015
Data di fine: 31/12/2015
Responsabile: Alex Severgnini

Il progetto ha quale obiettivo principale la valorizzazione di sottoprodotti del settore vitivinicolo (vinacce, raspi e foglie di vite) al fine di ottenere fitocomplessi da utilizzare nell’ambito dell’industria cosmetica.
I sottoprodotti di interesse saranno sottoposti ad un metodo estrattivo innovativo basato su un sistema solido liquido di tipo dinamico. L’innovazione di processo è data dal mancato utilizzo di solventi chimici a cui è stata preferita acqua osmotica leggermente acidificata. L’utilizzo di questa metodologia innovativa permette di preservare al massimo la struttura e l’integrità dei fitocomplessi estratti, oltre ad avere una valenza ambientale, rispetto alle metodologie tradizionali, che utilizzano solventi con problematiche di smaltimento.
I prodotti estratti, ricchi in principi attivi di interesse per il settore cosmetico, saranno testati al fine di rilevare il loro effetto sulla resistenza cellulare a fattori di stress, in particolare, al danno da radicali liberi dell’ossigeno (ROS) indotto da radiazioni UVA, principale fautore dell’invecchiamento cellulare.
Attività di comunicazione:
Comunicati stampa Agrocosmesi green | Comunicato Stampa Vinitaly 2016 |Presentazione Vinitaly

 

Acronimo: NoPain

Titolo: Una cosmetica garantita senza sperimentazione animale – sviluppo di un modello in vitro ad alta efficienza informativa.

Progetto Fondazione Cariplo (Erogazioni Emblematiche Provinciali 2013).

Capofila: Istituto Sperimentale Italiano Lazzaro Spallanzani

Data inizio: 1 settembre 2014
Data scadenza: 31 settembre 2016

Il progetto NoPain prevedeva, quale obiettivo generale, lo sviluppo di un test in vitro ad alta efficienza informativa per la valutazione dell’attività e della tossicità di principi attivi utilizzati in cosmetica.
Linee cellulari di fibroblasti umani, cellule più comuni nel derma responsabili delle caratteristiche di elasticità e tonicità della pelle, hanno rappresentato il modello per lo sviluppo dei test di valutazione in vitro. Vista la crescente attenzione verso il riutilizzo di scarti agro-industriali, il materiale oggetto di sperimentazione è stato identificato nei fitocomplessi estratti dalle foglie di vite, vinacce e raspi quali sottoprodotti più interessanti e promettenti del settore vitivinicolo molto ricchi di ingredienti vegetali considerati “sani” per altre filiere produttive. Tale attività ha portato all’acquisizione delle metodiche per la loro liofilizzazione e per l’estrazione dei relativi fitocomplessi, la cui attività biologica sulle cellule è stata in seguito valutata con particolare riferimento alla possibile tossicità ed effetti antiossidanti.

Acronimo: JEF

Titolo: “Provision of modern, affordable and sustainable energy services to rural poor communities in West African countries from Jatropha curcas oil: an integrated approach based on technological transfer and capacity building improvement”